Una giornata di vero golf 17 aprile 2005 - Golf Club Castell´Arquato (PC)
Me la rileggo quando mi sento scarico e poi corro a giocare...
L’ultima gara a cui ho partecipato è stata una schifezza. Legni? mamma mia. Ferri? meglio non pensarci. I putt poi, tutti lunghi e storti. E pensare che era una gara di campionato sociale a cui tenevo tanto.
Poi,
sabato 9 aprile sono entrato in un negozio ed ho acquistato un 2 ball e le scarpe nuove (le vecchie avevano crepe e non avevano mai tenuto l’acqua fuori dalle mie calze). 300 euro in meno nel portafoglio e neppure la sicurezza di migliorare. Dovete sapere, infatti, che in settimana durante una pausa di lavoro ero andato al mio club e mi ero fatto prestare un 2 ball per provarlo e vedere se miglioravo. Era stato fantastico, il peso giusto, una carezza ed andavo in buca da un metro… da due metri…. da tre metri. Ma al negozio, dotato di un bel tappeto e di quelle diavolerie che ti rimandano la palla automaticamente.. automaticamente un corno, centravo a malapena la scatola e una volta su tre, per pietà me la rimandava. Per completare era entrato un signore, capelli bianchi, fisico ben robusto e vedendomi mi aveva detto “se patti così meglio che appendi le mazze.. devi pattare con questa posizione!”. Si, come se fosse semplice per uno che aveva sempre pattato con in testa “speriamo che me la cavo” o peggio ancora da 50 cm. “questa non entra” e puntualmente non entrava.
Domenica 10 aprile
dovevo assolutamente provare l’attrezzatura e mi ero iscritto alla gara di un club vicino, nel mio campo si disputava una Louisiana ed ero rimasto senza socio. Acqua ma acqua tanta pioggia e niente gara.
Sabato 16 Aprile
moglie al lavoro, figli a scuola e una mattinata tutta per me. Acqua e poi ancora acqua, uniche possibilità: pulizia dei ferri, campo pratica e copertura della sacca per il giorno dopo. Ma perdinci non piove! Prendi il carrello e parti di corsa alla buca 1 (par 5) e fino al green senza ombrello ma poi… unico pirla in campo sotto l’acqua, ma acqua, acqua e acqua.
Domenica 17 aprile
prima partenza ore 9,00 e primo del team a tirare. Un bel team: Oswald h. 9, Walter h. 11. Il primo ha un movimento fantastico, una calma eccezionale e un putt a cui manca solo la parola. Il secondo è bravo, impulsivo (mai una prova) e amante della competizione.
Buca 1 par 5 mt. 445. Impugno il mio drive e parte il colpo, cerco la pallina con gli occhi, non è un gran che, è troppo alta e vola poco. I miei soci: Oswald lungo ma in un bunker, Walter lungo ma in rough. Secondo colpo un legno che fatica ad alzarsi ed arrivo ai 150. Poi chissà perché mentre tutte le altre volte avrei tirato al green pur se difeso da un bunker e tre laghetti, decido solo di avvicinarmi. Un ferro perfetto, quel “frutt…” fantastico che quando lo senti pensi subito di aver capito tutto e che quei rattoni che eri abituato a fare erano solo brutti ricordi. Poi l’approccio ti riporta alla realtà. Ho preso il green ma la bandiera non è vicina. Putt buoni e chiudo con un sei.
Buca 2 par 4 mt. 383. Drive sul fairway della buca 1. Guardo però gli altri: “non sono andati più lontano di me” e riacquisto fiducia. Un gran legno 5 e mi trovo nel giusto fairway a 70 mt dalla bandiera. Approccio da dimenticare e sono solo in avangreen lontano dalla buca. “E’ una giornata difficile” penso, ma non voglio cedere e mi e concentro sul putt. 20 mt in salita, cuore in gola e palla che scivola vicino alla buca. Chiudo in un onorevole 5 pensando all’approccio sprecato.
Buca 3 par 3 mt. 203 hcp 3 in salita con fuori limite a destra (dotato di calamita) radente tutta la lunghezza della buca. Drive perfetto a 30 mt dal green ma approccio troppo lontano dalla buca. Due putt e chiudo con un onorevole 4.
Buca 4 par 5 mt. 436 in discesa. L’handicap è medio anche se ha un fuori limite a sinistra e una insidiosa discesa a destra con bosco finale. Drive e legno 5 da favola e sono a 60 mt dal green. Riecco l’approccio maledetto, sono lungo e finisco in discesa su un rough poco semplice. Il colpetto sotto funziona e due putt mi tengono in gara.
Buca 5 par 3 mt. 118. Sembra facile (hcp.17) ma si tira con un dislivello di 20 mt., fuori limite a sinistra e laghetto cattura palline sulla destra. Mi esce un ferro solo corto. Ferro 7 a correre e chiudo con i soliti 2 putt.
Buca 6 par 4 mt. 404 hcp 1. Non vi sto a raccontare le difficoltà di questa buca perché sono varie e per finirla di solito non bastano 2 palline. Primo drive corto ma centro fairway, legno 5 capolavoro e sono a 90 mt dalla buca. La bandiera mi guarda da lassù e mi chiede “fai finalmente un approccio come si deve”. “Mi dispiace” gli rispondo “non mi ricordo ancora come si fa” e il mio ferro 9 grida vendetta. La finisco in 6 colpi.
Ma da qui in poi è una altra storia.
Buca 7 par 3 mt. 116. Ferro 7 altezza bandiera in un avangreen non molto piatto per colpa di alcuni insetti. Putt che sfiora l’asta. E’ arrivato il primo par della giornata. Evviva! Non ci posso credere e non mi voglio disperare per il birdie mancato.
Buca 8 par 4 mt 299. Curva a sinistra con 2 laghetti in sequenza, fuori limite a destra, bunkers all’inizio del green e piante alla fine. Mi parte un drive con i fiocchi, supero il primo laghetto e sono a 90 metri dal green in pieno fairway. Ed ora tocca all’approccio. Prendo un ferro in più e con un breve movimento la tiro alta a superare il rischio del secondo laghetto e del bunker. Sta volando diritta verso la bandiera ma il vento mi frega e la sposta a destra. Sono altezza bandiera in avangreen, il green scende verso sinistra e tiro contandogli i giri verso destra. La pallina corre che è una meraviglia ma cade di un centimetro sotto la buca fermandosi a dieci centimetri. E’ il secondo par anche se potevo fare meglio… c’è mancato veramente poco.
Buca 9 par 5 mt. 441. Tira un vento contrario ma è la classica buca dove puoi dire “staccarle er numero”. Bacino, braccia, gambe, polsi e lo swing più cattivo che ho per mandarla il più lungo possibile. Due anni fa ci ho fatto il mio primo e unico eagle della mia vita mentre l’anno scorso non sono andato oltre al par. La palla parte bene ma vola a destra del fairway nel rough in discesa. Ora per tornare nel fairway e non perdere distanza ci sono una fila di piante da sorvolare. Mi ritorna in mente una frase di un mio amico “all’interno di una pianta c’è il 50% di aria”. Miro verso la pianta con meno foglie, legno 5, parte il tiro, vola bene ma come sospettavo non si alza e miracolosamente passa nel 50% di aria. Sono arrivato a 90 mt., il vento soffia sempre contro e decido per un 8. Tiro, ottima direzione, sorvolo la bandiera e finisco a fine green. Ora sembra proprio dura devo fare 20 mt e poi c’è una discesa di due metri e subito la bandiera. Il rischio è di finire lungo o di non raggiungere la discesa e quindi trovarsi a ritirare ancora in alto. Un tiro da brivido la palla arriva perfettamente all’inizio della discesa con ancora la sola forza di un giro, cade piano piano e si ferma sull’orlo della buca. Roba da saltare e soffiare per farla entrare. E’ il terzo par e la terza volta che sfioro il birdie.
Breve sosta, un caffè un cioccolatino e la classica conta dei punti. Sono in corsa con tutte e due i soci anche se loro sono davanti a me come punti messi da parte.
Buca 10 par 4 mt. 325 hcp 6. Si parte dall’alto con il fairway la in fondo che gira a destra. Acqua davanti e giù a destra per l’intera buca. A sinistra ed in fondo fuori limite. L’ultima volta la mia pallina è finita in strada e decido quindi di tirare ¾ di colpo. Tocco leggermente la terra ma la pallina finisce dove la desideravo: 100 mt dalla bandiera, pieno fairway e vedo il green. Ora tocca all’approccio e arrivo in green a cinque metri dalla bandiera. Miro, tiro, la pallina corre diritta verso la buca e una spanna prima gira leggermente a destra fermandosi di 5 cm sulla destra della buca. Mi sento dire “e c’era maggior pendenza” . Peccato, ma però è il quarto par di fila.
Buca 11 par 3 mt. 171. Con il pensiero al putt di prima vado sulla palla. La buca non è lunga e neppure corta ma a difesa ha un laghetto pieno di mie palline. Tiro e colpisco in testa la palla che supera a malapena il tee delle donne e si ferma nel rough di fronte al lago. “Voglio marcare punti anche in questa buca” penso dentro di me, “Lo devo assolutamente fare” e mi esce un ferro sette diritto alla bandiera. Si ferma subito dopo in avangreen, due putt e segno un 4.
Buca 12 par 5 mt. 475. Non ci sono grossi problemi bisogna solo andare diritti, però il drive mi vola a destra nel rough. Legno 5 e ritorno in fairway a 160 mt dalla buca difesa da 2 brutti bunkers. Devo scegliere se avvicinarmi o tentare di volare in green. Tiro e il commento dei miei soci è “è corta e finirai in bunker”. Guardo volare la palla e mi sono sentito che il colpo invece è buono. E’ green! Patto e come è già capitato ho sfiorato la buca di pochi centimetri. Chiudo in 5 dispiaciuto e soddisfatto.
Buca 13 par 4 mt. 436 hcp 4 Tiro per primo ma il drive è corto e infelice. Legno 5 basso e corto e sono arrivato solo a 160 mt. dal green. Il vento è contrario e non sono sicuro di quello che devo tirare. Mi dico “il legno 5 di prima non fa testo” e lo ritiro. E’ green! altezza bandiera a 6/7 metri. Putt che per l’ennesima volta sfiora la buca e marco un 5.
Buca 14 par 5 mt. 458. Il drive è bello lungo e nella posizione che volevo. Secondo colpo con un drive che uso anche sul fairway. Sono a 70 mt dalla buca e l’approccio mi finisce in green ma lontano dalla buca. Il putt è stupendo e finisce a pochi cm dalla buca. Altro par!
Buca 15 par 4 mt. 366 hcp 2 La buca è in salita con bosco a sinistra, fairway stretto e sulla destra una salita con piante, rough quasi incolto ed alcune zone franose con crepe. Finisco con il primo tiro a destra in una zona da cui è difficile poter proseguire verso il green. Decido di ritornare in fairway con pochi rischi e metto la palla a 140 mt dal green. Ferro e vado lungo a fine green. Putt ottimo ed il risultato è per l’ennesima volta pochi cm dalla buca. Marco un 5.
Buca 16 par 5 mt. 454 Fuori limite a destra e bosco a sinistra per tutta la lunghezza della buca. Drive infelice ma fortunato sono in fairway ed ho fatto solo 100 metri. Legno 5 terribile! è nel bosco a sinistra. Tiro la provvisoria con tutta la mia forza in fairway a 140 mt dal green. Ora tiro il 5 colpo e mi esce un ferro stupendo in green. Due putt e salvo la buca.
Buca 17 par 3 mt. 209 Quante volte sono finito nell’ostacolo a destra. Se il conto dei punti fino ad ora è giusto sono in vantaggio sui miei soci di un solo colpo. A tirare per primo è Walter che contro vento arriva a tre metri dalla bandiera. Ha fatto un tiro fantastico! Ora tocca a Oswald che replica con un colpo buono ad altezza bandiera in avangreen. Ora tocca a me. Il mio drive è trattenuto nel tentativo di non andare a destra e di accontentarmi di avvicinarmi il più possibile al green, batte davanti al bunker e miracolosamente lo supera finendo vicino al bordo del green. La buca è lontana ma il mio putt oggi è veramente forte. Arrivo a pochi centimetri dalla buca e mi consentono di finirla subito. Walter con il terzo birdie potrebbe raggiungermi ma sbaglia e marca il par.
Buca 18 par 4 mt 313 Spesso qui ho buttato alle ortiche le mie gare. Tira per primo Walter e in sicurezza mette la palla sul fairway della 9 che consente bene la vista del green. Tiro il mio drive perfettamente in fairway e davanti di un metro a Oswald. Ora tocca a loro e mi serve perché tutte e due finiscono corti in avangreen. Prendo un ferro in più e BANDIERA! Ora tocca a loro che riescono a chiudere con due putt. Tiro e finalmente è BIRDIE!
Stretta di mano, controllo degli score e conta dei punti. 40 punti con 84 colpi tirati. E’ la prima volta della mia vita che non marco un “X” sullo score ed è la prima volta che vinco il primo netto di prima categoria.
E’ stata una bella giornata di golf, mi sono divertito, ho vinto e non vedo l’ora di tornare in campo per appoggiare quella pallina su quel pezzetto di legno colorato. Non vedo l’ora di girarmi e torcermi verso la buca in uno swing liberatorio.
Si dice che sia uno sport assurdo ed è vero ma credo che basti una giornata così ogni anno per farti continuare per sempre.
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