Grande intuizione, spirito organizzativo, volontà di operare, creare e muoversi prestando attenzione alla natura e alla sua bellezza fatta di cose semplici: sono queste le caratteristiche che distinguono Carlo Carozza, 60 anni, amministratore delegato di International Golf Holding, Direttore di Gardagolf Country Club e da poco alla guida gestionale ed organizzativa del Golf Club Villa Paradiso.
Il golf ha sempre giocato un ruolo di primo piano nella vita di Carozza, tant’è che a soli 16 anni ha seguito la realizzazione del Golf Club La Rossera: la sua grande voglia di conoscere lo ha portato a far propri i segreti dei professionisti del settore, in particolare architetti di caratura internazionale e ad unire all’esperienza pratica corsi specialistici in America sulle pratiche agronomiche e manutentive dei tappeti erbosi dei green, tee e fairway e sulla gestione organizzativa del campo. La sua carriera è stata un costante avanzare verso obiettivi sempre più importanti, un percorso che culmina nel 1990 quando il Gardagolf Country Club, di cui è stato prima segretario e poi direttore, viene riconosciuto come uno dei migliori campi italiani: questo riconoscimento ha consacrato la carriera di Carlo Carozza come uno dei massimi esperti del settore.
Di cosa si occupa la sua società e quali campi seguite oltre a Villa Paradiso?
«L’International Golf Holding è una società che ha da poco festeggiato i 15 anni di attività e che si occupa della gestione dei campi da golf dalla fase progettuale, passando per la supervisione della costruzione dei campi, sino ad arrivare alla gestione del campo a 360 gradi e quindi acquisizione dei soci, sviluppo delle attività di marketing, gestione delle strutture e delle attività immobiliari connesse ai golf club. Attualmente gestisco il Golf Club Dolomiti, il Golf Club Jesolo e il Garden Golf Milano 3, ma dirigo anche il Gardagolf Country Club e sono consulente per i nuovi golf di Simeri, Sibari e Siena. Abbiamo appena terminato la costruzione di uno splendido campo a Salerno, ne stiamo progettando uno a Desenzano del Garda e siamo in fase di costruzione di campi a Taormina, Catania e uno in Romania, ad Arad».
Come avete trovato il Golf Club Villa Paradiso da un punto di vista organizzativo e strutturale?
«Architettonicamente è certamente uno dei primi golf presenti in Italia, per quanto riguarda l’oggetto ovvero tutto quello che riguarda l’avviamento, la manutenzione e la gestione del circolo, dobbiamo lavorare sodo per avere un prodotto di grande qualità. Per fare questo porremo particolare attenzione alla manutenzione del campo, creeremo una scuola di golf che possa avvicinare gente e soprattutto giovani a questo sport e svilupperemo le attività di marketing che possano invogliare i giocatori a visitare il nostro campo: dovremo sfruttare le risorse naturali che abbiamo e non parlo solo dello splendido percorso del Golf Club, ma anche i servizi al di fuori del circolo come gli scenari offerti dal territorio, le strutture, la vicinanza a Bergamo, Milano e agli aeroporti. Per fare questo sarà però prima necessario investire per implementare i servizi interni al circolo garantendo un ambiente confortevole per tutta la famiglia e creare delle sinergie con alcuni circoli vicini».
Entriamo nello specifico. Quali saranno effettivamente le attività poste in essere per migliorare il Golf Club?
«Abbiamo da poco approvato il piano d’intervento che sarà illustrato ai soci nel corso della cena sociale che si terrà il 19 dicembre. A gennaio inizieremo i lavori per la sistemazione degli spogliatoi che verranno allargati spostando l’attuale sala sacche: verrà creata la lavanderia e verranno assunte delle persone adibite alla gestione dello spogliatoio che offriranno servizi ai soci quali ad esempio la pulizia delle scarpe. Oltre a questo miglioreremo la segreteria e l’attuale area ristorazione, riqualificheremo le due sale premiazioni e relax ai piani inferiori. Per ciò che concerne il campo, abbiamo acquistato un nuovo parco macchine del valore di 300 mila euro per il miglioramento del tappeto erboso, completeremo le stradine sul percorso in modo da renderle accessibili ai cart e nel corso dell’anno cercheremo di curare l’aspetto paesaggistico compatibilmente alle direttive attuali».
Chi sarà il nuovo direttore?
«Stiamo vagliando alcune ipotesi, ma non abbiamo ancora preso la decisione definitiva così come stiamo ancora identificando le figure che possano ricoprire i ruoli di Segretario Sportivo e Direttore Commerciale. Tengo però a precisare che presteremo particolare attenzione al personale presente al circolo che dovrà essere professionale e in linea con il profilo che vogliamo dare: le persone che lavorano presso un golf sono il nostro biglietto da visita e dunque devono essere parte integrante del progetto contribuendo alla creazione di un ambiente confortevole per soci e ospiti».
Sono previste delle attività destinate ai giovani?
«La novità più importante sarà una scuola golf alla quale i soci potranno portare i ragazzi per far seguire loro delle lezioni collettive il mercoledì e la domenica. Credo che questo sia un passo importante per avvicinare sempre più giovani a questo sport e al nostro circolo. Bisogna anche sfruttare il momento positivo che sta vivendo il golf italiano: la vittoria del mondiale da parte dei fratelli Molinari, il superamento della soglia dei 100.000 tesserati, l’aumento dei campi da golf presenti sul territorio, sono tutti elementi che contribuiranno ad avvicinare sempre più gente a questo sport».
Se dovesse riassumere la sua filosofia di gestione dei campi da golf in una parola quale sarebbe?
«Imprenditorialità. Per avere successo in questo mondo bisogna gestire i campi con orientamento ai risultati e questo non significa affatto trascurare il lato umano del lavoro: amministrare un golf prestando attenzione all’aspetto economico, permette di innescare un circolo virtuoso e di offrire dunque più servizi e un ambiente più confortevole agli ospiti. Siamo consapevoli dell’importanza dei nostri soci che devono essere privilegiati e messi nelle condizioni di vivere il golf sì nel rispetto delle regole, ma soprattutto in un clima di familiarità e tranquillità».
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