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Mental Coaching

Tutto parte da come ti senti

8/9/2009

Lo scorso mese ai mondiali di atletica a Berlino abbiamo assistito ai miracoli del velocissimo Husain Bolt ed anche ad avvenimenti sconcertanti, come la performance di Yelena Isinbayeva: campionessa olimpica e mondiale di salto con l’asta, prima donna a superare il muro dei 5 metri, viene eliminata nelle prime battute di gara a quota 4,80, trovandosi a nemmeno sfiorare il podio.
La vicenda mi ha dato da pensare. Com’è possibile che un’atleta che in questi anni ha migliorato il record del mondo ben 26 volte sbagli così clamorosamente? Ha forse perso in un momento le sue doti atletiche? Improbabile, era in forma fisica perfetta. Ha forse dimenticato la tecnica nel salto? Non credo.
Atleti del suo calibro sono delle macchine programmate per vincere, sono capaci di fare ciò che fanno ad occhi chiusi, lavorano a migliorare la propria prestazione al centimetro, l’unico fattore che a quei livelli può influenzare una prestazione è quello che capita nella loro mente. La cosa più probabile è che sia capitato qualcosa al suo stato interiore e che questo abbia influenzato le sue capacità.
Analogamente, ti sei mai chiesto come mai in alcuni giorni sembri fare miracoli in campo ed in altri giorni sembra che ti sia completamente dimenticato come si gioca a golf?
Conosciamo entrambi la risposta: come ti senti conta tantissimo, può favorire o penalizzare le tue doti, la tua preparazione, la tua tecnica, qualsiasi sia il tuo livello. Per questo prima di fare qualsiasi cosa, che tu sia in gara o in campo pratica, chiediti “come stai”. Come sicuramente controlli di avere i tuoi ferri e legni in ordine e ti preoccupi di fare riscaldamento, allo stesso modo da oggi in poi dedica un po’di tempo per fare un check sulle tue condizioni mentali, e scegli di entrare in uno stato d’animo positivo, produttivo, motivante, il migliore stato d’animo per te, che ti permetta di dare il meglio.
Sicuramente avrai sperimentato nel passato un momento in cui ti sei sentito in forma smagliante, in cui hai giocato al meglio delle tue possibilità, richiama alla mente questo momento e rivivilo con intensità: se lo farai bene sarà come se lo avessi sperimentato veramente. Ricorda questo importante principio: il cervello non riesce a distinguere le cose realmente vissute da quelle vividamente immaginate. Sfrutta questo principio, se riesci a farlo con regolarità per la tua mente sarà come avere vissuto quello stato ideale molte volte, finché per lei sarà un’abitudine. Allo stesso modo, quando ti capita di giocare bene una buca, dopo una vittoria, dopo un birdie o un eagle, utilizza la gioia e la soddisfazione che provi per alimentare il tuo stato d’animo di emozioni positive e produttive. Quando fai qualcosa di buono, aumenta ed espandi dentro di te la sensazione positiva, prenditi del tempo per goderti al massimo il momento e complimentarti con te stesso: questi sono tutti tasselli che costituiscono il mosaico del tuo stato ideale! Decidi di trattenere con te questa energia positiva, ti aiuterà nei momenti in cui ne avrai più bisogno.
Si fa un gran parlare della famosa “the zone”, non si tratta altro che dello stato ideale, quasi ipnotico, che permette al golfista di prendere il ritmo giusto e giocare buca su buca facendo rendere al meglio il proprio swing: questo stato non è appannaggio dei grandi campioni, ognuno di noi è in grado di sperimentarlo, purché allenato propriamente: quando lavoro in coaching con golfisti e sportivi in genere una buona parte dell’attività è volta a riconoscere, creare e riprodurre intenzionalmente la propria “the zone” (o tecnicamente “state”) ogni volta che serve, a comando!
Naturalmente, richiamare alla mente un’esperienza di successo è solo un piccolo passo per raggiungere un tale livello, ma sono certa che soltanto avere la consapevolezza e l’intenzionalità di sperimentare più spesso stati d’animo produttivi ti porterà ad avere ottimi risultati!
Se ti è piaciuto questo articolo e vuoi lasciare un tuo commento o piuttosto hai delle domande, scrivimi, sarò lieta di rispondere.
P.S. Il 28 agosto, a Zurigo, la Isinbayeva si è riscattata stabilendo un nuovo record mondiale: 5,06 metri! Ha dimostrato al mondo la stoffa dei veri campioni che, quando cadono, sanno rialzarsi e combattere ancora più di prima.
Perché nello sport come anche nella vita, non conta quante volte cadi o non cadere mai, quello che davvero conta è sapersi rialzare!


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